Alessia Clusini


Alessia e il marito Tomi stanno terminando la ristrutturazione di una casa dietro a quella dove abitavo io e stanno iniziando i lavori di quello che diventerà un giardino insolitamente molto ampio fra le viuzze del borgo medievale. Dalla terrazza all’ultimo piano si gode una vista spettacolare sulla Val Tiberina. Hanno una bambina, Ruby, che va al nido che si trova ai piedi della collina. L’intervista si è svolta nella mia cucina.
Sono nata a Sansepolcro nel 1983. Anche se sono cresciuta e andata a scuola a Sansepolcro non ho la sensazione di appartenere a quella città. Mi sono piuttosto sempre sentita legata a Pieve Santo Stefano da dove vengono i miei genitori. Tra un viaggio e l’altro sono tornata a viverci per periodi più o meno lunghi, più che altro per stare vicina a mia nonna, una persona molto importante nella mia vita. Però, quando sono tornata ad Anghiari dopo molti anni all’estero, mi sono detta ‘questo è il mio posto’. Amo questo paese, sono veramente innamorata di questo paese.
Sono andata via da Sansepolcro per frequentare l’università e non ci sono mai più tornata. Sono andata prima a Roma, poi in Abruzzo, dove ho lavorato come fashion designer e infine, per ragioni personali, a Sydney, dove però, nonostante avessi una laurea, non potevo esercitare la mia professione per le limitazioni del mio tipo di visto. Comunque, mentre studiavo inglese, ho avuto la fortuna di entrare in contatto con il mondo del marketing digitale, allora ai suoi esordi, e mi ha molto entusiasmato. Ho deciso così di cambiare carriera. Quando sono tornata in Europa nel 2011 ho vinto una borsa per studiare marketing. Poi ho viaggiato per un po’ in America Centrale ed Europa, ovunque trovassi delle comunità interessanti. Ero una specie di nomade digitale. Poi ho incontrato Tomi, mio marito.
Era il 2015 e per lavoro stavo andando a un importante evento a Londra, avevo bisogno di un posto dove stare nei pressi della sede della fiera perché era in corso uno sciopero generale. Tomi affittava una stanza su Airbnb, non tanto per i soldi quanto per incontrare viaggiatori. Così ci siamo incontrati, e immediatamente ci siamo come…
All’epoca stavo avviando un’agenzia con una psicologa, Martina Faralli. Avevo cominciato ad interessarmi al concetto di comunità perché mi ero resa conto dell’importanza di capire le persone che volevo raggiungere. Stavo intervistando ‘tribù’ in giro per il mondo e avevo incontrato sociologi, etnografi. Tomi lavora nel campo dell’IA e quindi ha contribuito alla parte tecnologica del progetto, sono stata fortunata: tutto si è realizzato armoniosamente nel modo giusto. Ora l’azienda riunisce esperti di IA e sociologi in quello che chiamiamo ‘intelligenza ibrida’, l’etnografia digitale. È un vero progetto internazionale: Martina è una collaboratrice fissa, vive in Toscana, ma lavora in tutto il mondo. Vari accademici collaborano con noi a seconda dei progetti; per esempio, in Spagna e Francia ho assunto gente del posto, questo è molto importante.
Ho viaggiato in tutto il mondo, ma non ho mai visto una cittadina delle dimensioni di Anghiari dove c’è così tanta cultura, qui siamo veramente viziati da tutta questa bellezza e cultura. Dove altro si può trovare un talento come Andrea Merendelli con tutte le sue sofisticate stagioni teatrali? E poi c’è l’incredibile lavoro al Museo della Battaglia e di Anghiari fatto da Gabriele Mazzi che fa rivivere la nostra storia con una visione estremamente rispettosa del passato, ma con un approccio moderno… ok, tutto su piccola scala, ma forse sono una ragazza di provincia. Comunque, trovo tutto veramente fantastico.
Non ho neanche mai visto un paese così piccolo e così accogliente. Conosco inglesi, americani e australiani che vengono qui e poi ci ritornano, e portano i loro amici perché capiscono di aver trovato una pietra preziosa dove la gente è autentica, accogliente.
Il fatto che ci siano così tante piazze, innumerevoli angolini, fa una gran differenza, la gente si incontra per caso, niente è pianificato, non ci organizziamo con dei messaggi. Ci si ferma, la conversazione può anche essere molto profonda, ma sempre divertente, è lo stile toscano. Quassù, nella piazzetta davanti alla chiesa, La Badia, Tomi si ferma e chiacchiera con chiunque, anche per un’ora. È un dono, ci tiene in vita. Sì, ci sono il cibo genuino e l’aria buona, ma quello che mi fa restare qui… parlo con persone molto diverse da me … lo adoro.
Abbiamo cominciato affittando un alloggio in Anghiari, alla Propositura, nel 2018. Dopo Londra, il ritmo di vita più lento e lo stile di vita più economico ci hanno dato il tempo per pensare a come avremmo voluto vivere. Pensavamo di abitare per metà dell’anno ad Anghiari e il resto in qualche metropoli dove Tomi potesse godere dell’atmosfera internazionale… a lui piace anche una vita più frenetica. Ruby è nata nel 2020, abbiamo viaggiato per un po’ e poi siamo ritornati qui. Era ancora il periodo del Covid, abbiamo cominciato a cercare casa, come per hobby, e poi abbiamo trovato questo posto incredibile. Ce ne siamo innamorati, abbiamo subito capito le potenzialità. All’inizio pensavamo che sarebbe stata la nostra seconda residenza, la prima sarebbe stata Londra, ma può darsi che sarà proprio il contrario.
Nell’ottobre 2022 abbiamo cominciato i lavori di ristrutturazione, chiesto vari preventivi, ottenuto le autorizzazioni e così via. Qui ci sono regole molto rigide quando si rinnova, non si possono modificare la facciata e neppure gli interni senza un permesso. Per esempio, se hai una grossa trave in condizioni di grave degrado se ne deve fare una valutazione e i materiali usati devono essere approvati. Il lavoro più difficile sono stati i pavimenti, in alcuni punti c’era uno strato spesso 16 cm di pietrisco e detriti, oggigiorno devono essere antisismici. Il mio babbo ci ha aiutato a trovare un’impresa edile, eccellente, e con il nostro aiuto ha restaurato le travi. (adesso lui e mamma abitano in campagna, nei dintorni di Anghiari).
Dopo il Covid le persone, specialmente i Millennials, stanno rivedendo il proprio stile di vita, e definitivamente il ritorno alla campagna è un trend, alcuni stanno ritornando ad Anghiari. Qui c’è la possibilità di creare a un ritmo più pacato, vuol dire molto per chi si occupa di strategie di marketing, per i creativi, i ricercatori. E Anghiari è come un grande castello, sicuro, io posso passeggiare di notte senza alcun timore. Questo paesino ha molte potenzialità perché qui le cose accadono, musica, teatro, e le persone sono estremamente accoglienti e si prendono cura l’una dell’altra. E ci sono i balconi fioriti, il centro è bellissimo non solo per il lavoro degli addetti comunali, ma per i giardini come quello di Fiammetta, e per i vasi pieni fiori davanti a ogni portone.


Alessia e il marito Tomi stanno terminando la ristrutturazione di una casa dietro a quella dove abitavo io e stanno iniziando i lavori di quello che diventerà un giardino insolitamente molto ampio fra le viuzze del borgo medievale. Dalla terrazza all’ultimo piano si gode una vista spettacolare sulla Val Tiberina. Hanno una bambina, Ruby, che va al nido che si trova ai piedi della collina. L’intervista si è svolta nella mia cucina.
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Alessia Clusini