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Sono nata nel 1951 ad Adelaide, la capitale del South Australia; sono la prima di quattro fratelli - due fratelli e una sorella. Mio padre e mia madre erano medici, mio padre faceva il medico di base, mia madre faceva l’anestesista. Sono cresciuta in un luogo dove abitavano molti italiani, e mi chiedo oggi se ciò ha a che fare con l’attrazione che ho sempre nutrito per l’Italia. I pazienti italiani di mio padre erano generosi, ci portavano le verdure dei loro orti, i pomodori, le fave … e poi c’erano gli oliveti. Il clima lì è quasi mediterraneo.

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Ho frequentato l’università di Adelaide, la facoltà di Lettere e vari studi umanistici. Nel 1976 mi sono trasferita a Sydney e ho cominciato a lavorare all’università, come ricercatrice e docente. Per molti anni ho insegnato e fatto ricerca in collaborazione con un mio collega, Andrew Metcalfe. Le nostre ricerche erano dedicate al tema delle relazioni, le relazioni in generale, non solo tra esseri umani … la logica della relazione in confronto a quella della separazione. 

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Come sono arrivata ad Anghiari? Era il dicembre del 2002 quando insieme ad Andrew e alla sua famiglia abbiamo preso in affitto un mulino vicino a San Giustino. Volevamo passare un periodo in Italia per un progetto di ricerca, ambedue avevamo preso un periodo sabbatico. I suoi figli cercavano un collegamento internet e qualcuno ci ha consigliato il punto Internet ad Anghiari.

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Mi ricordo bene quando ho visto Anghiari per la prima volta, arrivando lungo la strada da Sansepolcro. Mi ricordo della visione incredibile di come sorgevano le mura all’improvviso…. Poi, mentre la famiglia stava al punto Internet in piazza, sono andata a esplorare il centro storico con molto felicità … ero entusiasta dei vicoli, dei piccoli giardini. E ho notato due cose in particolare - la Libera Università dell’Autobiografia in Piazza del Popolo e la piccola bottega di Busatti nel centro storico. Poi siamo andati al Museo Taglieschi, e ci sono due cose che io ricordo da sempre – la statua di legno e la ceramica della Robbia. Dopo questa breve visita, mi sono detta: questo è il posto giusto per me.

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Poi, a gennaio, la famiglia è tornata in Australia e mio fratello e mia cognata sono arrivati da me per una piccola vacanza. Ho deciso di mostrargli Anghiari nel giorno del mercato, il mercoledì. In quel giorno freddissimo ho avuto, per caso, un incontro con una signora canadese, sotto le Logge; ci siamo parlate e mi ha messo in contatto con alcune altre persone di Anghiari. Dopo il mercato, siamo andati da Busatti (dove Philip ed Elizabeth hanno comprato un sacco di cose!) e dalla Nena per pranzo - mi ricordo ancora delle pappardelle con il cinghiale. Poi siamo andati a Monterchi, per vedere la Madonna del Parto e lì ha iniziato a nevicare. Nel silenzio, nella meraviglia della neve, guardando il paesaggio attraverso la finestra del museo, volevo piangere di gioia.

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Sì, è stato un amore a prima vista! Sono tornata nella primavera del 2003, stavolta ad Anghiari nella casa del canadese Marco. E da allora venivo sono venuta spesso nei periodi sabbatici. Nel 2011 sono andata in pensione, a malincuore, perché la ricerca e il lavoro con gli studenti mi piaceva, ma odiavo l’aspetto amministrativo. Nel 2016, ho deciso di iniziare a raccogliere le interviste qui. Avevo già fatto prima, con Andrew e un’altra collega, una ricerca simile sulla mia realtà di Sydney, un libro intitolato ‘On Bondi Beach’. Torniamo a questo argomento dopo - adesso, voglio parlare delle cose che amo qui!

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Il modo di vivere ad Anghiari mi piace moltissimo, e mi piace il senso di comunità: quando esco di casa, la gente mi saluta, mi abbraccia; qui trovo gli incontri autentici, e senza fretta … tutto tranquillo. Dove abito in Australia, la vita quotidiana è stressante, tutti sono separati, un po’chiusi, e frettolosi. Qui, mi sento una persona diversa, più aperta, molto più rilassata. Poi, Anghiari mi affascina sempre. È un paese tradizionale, ma anche pieno di vita, di cultura, … un paese cosmopolita. Un posto reale, con una comunità reale e vivace, e un posto in cui il passato è presente. Qui, mi sento viva, allegra. Certo, mi rendo conto che sono straniera, sono in visita, però, allo stesso tempo, mi sento a mio agio, mi sento a casa qui.

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Nella mia vita quotidiana amo i rituali. Vado a prendere il giornale da Angela, e ci scambiamo due parole; poi vado al bar, all’alimentari, incontro persone, parlo con tante persone. Saluto le persone, chiedo cose, mi presento – cose che in Australia non farei quasi mai. Poi, spesso, faccio una passeggiata lungo i sentieri nelle colline intorno ad Anghiari. Che bellissimo paesaggio! E ogni tanto faccio un’intervista con qualcuno che abita qui, sul tema dell’appartenenza ad Anghiari.

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Allora, tornando adesso al mio progetto di ricerca ad Anghiari. Nel dicembre 2015 ho cominciato a scrivere un blog in inglese su Anghiari. Poi, sentendo gratitudine per l’accoglienza che ho sempre ricevuto qui, volevo fare qualcosa in dono. Perciò, quando sono ritornata ad Anghiari nel dicembre 2016, ho cominciato a fare le interviste sull’appartenenza. L’ho continuato nella primavera del 2018 e in quella del 2019 e poi, quando sono tornata dopo il Covid nell’aprile 2023, ho ricominciato. Continuo a fare le interviste adesso, e ora ne ho una trentina. La maggior parte è stata condotta in italiano, e ci voleva un’ora, più o meno. Un’amica, Mirella Alessio, che abita a Torino, le ha trascritte e tradotte per me, e ne ho pubblicato versioni sintetizzate sul mio blog in italiano e in inglese.

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Ci sono vari modi in cui ho trovato, e ancora trovo, le persone da intervistare, per esempio attraverso passaparola o presentazioni personali … qualcuno mi guida sempre a qualcun altro. Qualche volta ho sentito parlare di una persona e poi, quando, per caso, l’ho vista nella strada, in piazza, mi sono presentata a lei e le ho spiegato il mio progetto. Qualche volta, quando stavo in un ristorante, in un negozio, in una bottega, ho chiesto alla padrona o al padrone se era disponibile a fare un’intervista. (Infatti, quasi tutti quelli a cui ho chiesto erano felici di farla!)

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È stato un bel modo di conoscere la gente di Anghiari e, come puoi immaginare, questo progetto sull’appartenenza ha dato anche a me un senso di appartenenza a questo bellissimo posto.

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Intervista fatta da Stefanie Risse, il primo giugno 2024, ad Anghiari, Palazzo Testi

Introduzione: Ann Game ad Anghiari

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