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Fabio Cecconi

Ho intervistato Fabio nella segreteria della Libera Università dell’Autobiografia dove lavora.

Io sono nato qua ad Anghiari, ho 38 anni, … vivo qua da sempre, a parte i viaggi all’estero, però alla fine sono sempre tornato. Ho avuto un’infanzia felice, bellissimi amici, bellissimi ricordi, piena di attività vere, nascondino, rincorse, giocare a pallone, non avevamo il cellulare, FB, WhatsApp, eravamo felici, anzi forse più di adesso, perché senza questa tecnologica avevamo l’obbligo di vedersi, se volevi parlare con una persona dovevi vederla.

I miei genitori vivono ancora, lavoravano in un’azienda calzaturiera qui ad Anghiari che adesso non c’è più, Soldini, poi nel 1994 bruciò, di notte, completamente.  Vivo con loro e un cugino, zio, zia, abitiamo tutti insieme, nello stesso palazzo, abbiamo un’aia grande, una casa collegata, in più piani. Io sono sempre stato lì, ricordi… ogni volta che sono a casa… di questo cortile, quest’aia, dove giocavamo a pallone tutto il giorno. I miei nonni erano un po’ incavolati perché c’erano i fiori; quindi con il pallone… però eravamo molto bravi, se la palla la dovevamo mettere lì, la mettevamo lì. Ho una sorella più giovane, avvocato, che abita ad Arezzo.

Io ho tentato l’università ad Arezzo, poi ho smesso perché non mi piaceva, ero anche bravo, prendevo 30 agli esami. Facevo storia antica, io ho passione per la storia, ma non era nei miei sentimenti l’università, si parla del 2002. Forse ero troppo giovane sono maturato un po’ più tardi, mi prendeva l’ansia…. Ogni tanto ci ripenso di riscrivermi e frequentarla da lavoratore. La passione dentro è rimasta, mi piace leggere, mi piace studiare da me, mi piace l’antropologia, la storia… ci sono dei periodi storici che mi piacciono tanto, il Medioevo, l’antico Egitto…

Faccio parte della Libera Università che è un’associazione, dove si raccontano, si raccolgono storie. Anghiari è una comunità dove la gente piace raccontare. Noi toscani siamo un po’ narratori, quando vai in osteria, quando vai al ristorante, hanno voglia di raccontarti la loro vita, cioè per noi è normale, un po’ come Dante, il Boccaccio, Dante scriveva dell’amore verso Beatrice…. Così noi abbiamo una passione per il racconto, per raccontarsi.

C’è anche una Compagnia dei Ricomposti che ormai ha 40 anni, nel tempo vari personaggi sono cambiati, chi purtroppo è deceduto, chi è entrato. Si cantano gli stornelli toscani, sono vicende, canzoni che erano popolari nelle osterie inizio ’900, perché la nostra zona, aveva una comunità di agricoltori, le campagne erano popolatissime, adesso invece vengono abbandonate per la maggior parte. C’era questa voglia di ritrovarsi in queste osterie, con un bicchier di vino, e un altro bicchiere di vino, si cantavano canzoni in ottava rima, anche prendendo un po’ in giro l’amico no? lui magari era innamorato di una ragazza e lei invece non gli interessava lui. Da lì nascevano queste cose, queste ottave rime, la parola, magari non si scriveva, si tramandava oralmente. Le storie…, nelle piazze, soprattutto quando c’era il mercato ad Anghiari, sempre di mercoledì. Adesso tutti narrano le storie attraverso il digitale, una volta era attraverso la piazza, attraverso il sociale vero.

Cambiamento, quello che era Anghiari è in tutta Italia. Il lavoro, purtroppo, non è tantissimo, le aziende che erano qua prima non ci sono più, devi andare necessariamente fuori a lavorare. La spesa si fa in questi centri commerciali, dove magari trovi la roba a meno, però i negozi del centro storico smettono. Nel centro storico non ci vuol stare più nessuno perché è scomodo, non c’è parcheggio, le case son fatte con tre stanze in tre piani diversi.

È brutto vedere le case vuote. Magari alcune le hanno acquistate gli stranieri, ma non fanno numero, vengono qua per 2, 3 mesi all’anno. Da anghiarese, la situazione non è bella perché si perde la nostra comunità nel centro storico, perché nei paesi antichi come il nostro, importante erano le persone che abitavano nel centro storico, che vedevi tutte queste donne che spazzavano, mettevano a posto, andavano a far la spesa con le buste, si mettevano a parlare. Adesso…

Perché alla fine le nostre origini sono importanti, perché tu ti puoi allontanare, ma poi ritorni, come se fosse una calamita. Anghiari, la Toscana… si sta bene, uno vive in un posto, ha i ricordi degli amici, dell’infanzia, dei primi amori, ha i genitori, i nonni, la sorella, il fratello che abita qua, quindi torna sempre volentieri, questo è importante. Magari il Comune dovrebbe dare una mano a qualche giovane che vuole venire qua ad Anghiari ad aprire un percorso nel centro storico, enogastronomico, di artigianato e aiutare a aprire più botteghe permanenti nel centro storico.

Sviluppare quel tipo di turismo veramente aiuterebbe Anghiari. Il nostro Comune, insieme agli altri della val Tiberina, una valle antica, romani, etruschi, molto importante per la nostra storia, le nostre radici, dovrebbero unirsi e fare un pacchetto globale di tutti i paesi, Anghiari, Sansepolcro, Monterchi, Caprese Michelangelo, con un percorso turistico enogastronomico, storico e folkloristico.  Io credo molto che il turista, soprattutto quello americano, inglese, sia interessato alla Toscana, alle sue tradizioni, a come si fa la pasta fatta in casa, il vino schiacciando l’uva con i piedi scalzi come una volta, la vendemmia, come si fanno i dolci tradizionali nostri. Perché è l’esperienza che poi segna il ricordo: ‘Sono andato ad Anghiari, mi hanno fatto fare anche i bringoli, la pasta fatta in casa’; ‘Sono andata a fare un pezzo di legno, a lavorarlo insieme a un falegname, Mastro Santi’. Secondo me, più che vedere il museo, quello che conta è toccare con mano la Toscana vera.

Anghiari è un paese ricco di tradizioni, c’è una vivace vita culturale, teatro, musica, il palio della Vittoria, le parrocchie…. È importante far parte delle associazioni, primo perché dai una mano al paese che ne ha sempre più bisogno, secondo perché tu hai il modo di rapportarti con persone più grandi, più piccole… allora c’è queste relazioni intergenerazionali dove siamo tutti insieme, perché ci piace fare qualcosa per Anghiari.

Ci sono molte cose speciali ad Anghiari, a parte la bellezza che la possono vedere tutti, le mura, il paese medievale che domina la val Tiberina. Però le persone, uno dovrebbe avere modo di conoscere gli anghiaresi perché tutti si danno da fare per renderlo ancora migliore, ancora più nostro, come una casa nostra, ma aperta a tutti quelli che ci vengono.

La LUA è un’associazione, come altre, che cerca di accogliere tutti. Perché è stata fondata qui? Beh, nel 1984 Saverio Tutino aveva fondato l’Archivio Diaristico a Pieve di Santo Stefano. Così c’era già una raccolta di storie di vite il che ha fatto pensare che forse c’era l’esigenza di fondare una scuola dedicata alla scrittura autobiografica e…. Molti vanno all’archivio per fare ricerca, qui noi insegniamo la scrittura, l’aspetto pratico.

Anghiari è una città che si presta alla scrittura autobiografica… con la sua calma, tranquillità, come se queste mura contenessero tutte le storie dentro che vogliamo comunicare. Le mura sono un senso di protezione, all’interno ci sono tante storie che però vogliamo aprire al mondo. È come un nido, però allo stesso tempo che dà vita, la gente si siede ai tavolini e confida le loro storie e scoprono cose che non sapevano di avere dentro di sé. E quando queste storie si intersecano, è una bella sensazione… raccontare la tua storia è un dono.

Io ho cominciato a lavorare qui nel 2005, iniziai a fare il fonico, adesso faccio parte della segreteria, insieme a Renato, organizziamo i corsi, prepariamo le aule, seguiamo i docenti. È un corso triennale, ci sono 60 persone, divise in tre lauree. La gente viene da tutta Italia, ma ultimamente c’è stato un incremento di iscrizioni di ragazzi e ragazze anghiaresi, ma genere le età vanno dai 20 ai 75-80 anni. Gran parte del nostro lavoro è occuparsi degli studenti, perché succede di tutto, loro non sono a casa propria, ma sono a casa nostra che è anche casa loro… devono essere seguiti.

Anghiari è una città per tutti, per tutte quelle persone che hanno voglia di conoscere la Toscana attraverso la storia di noi anghiaresi. L’animo di noi anghiaresi vive tantissimo, in ogni angolo, in ogni strada, in ogni porta, in ogni persona.

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Ho intervistato Fabio nella segreteria della Libera Università dell’Autobiografia dove lavora.

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Fabio Cecconi

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