Marco Seri


Ho intervistato Marco, il più giovane dei tre figli di Paola Foni, nell’appartamento rinascimentale riccamente affrescato dove stavo in Corso Matteotti. Marco vive a casa dei genitori ad Anghiari mentre studia canto al Conservatorio ‘Luigi Cherubini’ a Firenze.
Sono nato a Sansepolcro il 15 agosto del 1997. All’età di quattro o cinque anni sono andato all’asilo nido, vicino a casa mia, a San Leo, vicino a Anghiari. In seguito, ho frequentato la scuola elementare qui ad Anghiari, per cinque anni, dopo sono andato alla scuola media ‘Leonardo da Vinci’ per tre anni… si trova vicino a piazza del Popolo, vicino alla scuola di musica. In seguito, dopo aver finito le scuole medie, ho frequentato il liceo artistico ‘G. Giovagnoli’ a Sansepolcro, con indirizzo architettura. C’è stata una piccola storia per quanto riguarda la classe: verso la fine della terza media sono arrivati i rappresentanti delle scuole superiori della zona, per indirizzarci al proseguo degli studi. Io inizialmente avevo deciso di iscrivermi sempre al liceo artistico, ad Anghiari (allora si chiamava istituto d’arte) in quanto avevano iniziato un corso che si chiamava Liuteria, che prevedeva l’apprendimento per la costruzione, manutenzione di strumenti ad arco, violini, viole, violoncelli. Purtroppo, le classi non furono organizzate, quindi io sono stato spostato a Sansepolcro, con indirizzo architettura.
All’età di diciotto anni, mi sono iscritto al conservatorio ‘Luigi Cherubini’ di Firenze per studiare canto lirico. La motivazione per cui ho intrapreso la carriera musicale non è provenuta direttamente da me. Una cantante, che si chiama Noemi Umani, che ha frequentato il conservatorio, mi aveva sentito cantare e mi aveva consigliato di iscrivermi là. Dopo alcuni ripensamenti, ho deciso di intraprendere questa carriera che si è scoperta, una delle scelte più belle della mia vita, ho trovato una passione.
Attualmente sto facendo il terzo anno del CFP, (corso di formazione per accademico) che è il primo ciclo, l’equivalente di una laurea breve in un’università. Dopo il triennio, ci sono altri due anni, alla fine si ottiene un'altra laurea. È un processo lungo, ma che forma molto bene la voce, il carattere… forma la persona molto bene…. A settembre dovrei dare l'esame per entrare al conservatorio di Perugia, pertanto trasferirmi da Firenze a Perugia.
Io sono un basso e gli autori con cui abbiamo lavorato di più sono stati Mozart e Rossini. Abbiamo fatto alcuni brani tratti dalla Cambiale di matrimonio, di Rossini, un’opera molto bella e di Mozart degli estratti dal Don Giovanni e da Le nozze di Figaro. Dobbiamo anche studiare uno strumento, il mio è il pianoforte.
Nel tempo libero quando ascolto… dirò, a me, diciamo, piacciono un po’ tutti i generi… mi piace variare, spazio dalle opere del ’600-’700 fino ad andare alle canzoni anni ’60-’70… non ho una preferenza, mi piace ascoltare un po’ di tutto. Mi piace molto la musica religiosa, le mie prime esperienze sono state con la corale di Anghiari e Sansepolcro, per i concerti di Natale. Si sono fatti vari pezzi per quattro voci, soprani, contralti, tenori e bassi, erano abbastanza moderni. In seguito, con l’entrata nel Conservatorio, ho cominciato ad espandermi in questo campo, ad ascoltare, per esempio, uno dei primi pezzi religiosi che ho ascoltato è stata la Messa in do maggiore di Mozart molto bella. Anche il suo requiem è molto bello, come quello di Faurè. Poi ho cominciato ad ascoltare la musica antica… i canti gregoriani che si affidavano molto sulle altezze, non tanto sul ritmo… e ho scoperto per puro caso i brani ortodossi religiosi che sono qualcosa di spettacolare, a cappella, senza strumenti musicali, solamente con le voci… sono veramente bellissimi.
Ho cantato con la corale di Anghiari per uno o due anni, non riuscivo a stare dietro quando ho cominciando il Conservatorio. Il viaggio a Firenze stanca molto e toglie molto tempo per lo studio, ma mi organizzo bene e si può sopportare e mi piace leggere in treno.
Ho un ottimo rapporto con i miei genitori, li adoro i miei genitori, sono speciali. Sto veramente bene con le mie sorelle, siamo una famiglia molto unita. In genere quando c’è da fare qualcosa in casa non mi tiro mai indietro, a meno che lo studio. Do sempre una mano ai genitori, se c’è da fare qualche faccenda in casa o fuori, sono sempre molto contento di aiutarli.
Allora, il mio legame con Anghiari è, diciamo, è un buon legame. Quando vado fuori, cammino per le strade, è un posto che mi fa veramente piacere… come posso definirlo… è un posto molto interessante e per quanto conosca Anghiari, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare dal paese. È piccolo, però ha sempre dei segreti nascosti, ma non si è mai troppo informati. E c’è il senso della storia qui… la storia è una delle mie passioni.
È un posto molto bello. Per esempio, il panorama che c’è dalle mura… è una cosa bellissima. È una vista che mi suggestiona sempre, in ogni periodo dell’anno. Se mi metto davanti le mura e con le cuffie mi ascolto un pezzo di musica classica o religiosa, la mia mente va altrove, dà libero sfogo all’immaginazione che ho.
La vista è ovviamente diversa nelle diverse stagioni. In inverno, ad esempio, il paesaggio è molto più spoglio, più morto, poiché con il freddo tutte le piante sono spoglie, è una vista più cupa e tenebrosa, se poi c’è anche la nebbia all’orizzonte, è molto suggestiva. Nell’estate c’è l’esatto opposto, tutto è molto più rigoglioso, più, diciamo, emana un’energia più positiva rispetto all’inverno. L’inverno è la mia stagione preferita, è una stagione che rispecchia il mio stato d’animo, all’infuori posso sembrare chiacchierone, spavaldo, però, all’interno, io in genere sono riservato, molto chiuso in me stesso, freddo come l’inverno, è uno dei miei difetti.
Se devo essere sincero, qui ad Anghiari, non ho molti amici, a Firenze ne ho molti, al Conservatorio. Quando finisco gli studi, se ci fosse la possibilità, mi piacerebbe muovermi fuori di Anghiari, poiché il mondo non è solamente qui, in Val Tiberina, il mondo è un posto tanto grande. Il futuro è imprevedibile, però se ci fosse l’evenienza, mi piacerebbe lavorare in altri posti in Italia. Sarebbe difficile lasciare i legami che ci sono qui, la famiglia, il paese… mi mancherebbe la mia famiglia… però alla fine riesco a stare bene anche da solo…
Ho viaggiato un po’. L’anno scorso, ho fatto due concerti di musica medievale in Germania, con un coro che viene qui ad Anghiari ogni quattro-cinque anni. La direttrice mi aveva chiesto se volevo venire in Germania, io ho accettato e abbiamo fatto questi concerti, poi ripetuti ad Anghiari ad agosto.
Altro? … Non sono fidanzato, l’ho detto così sul ridere. Purtroppo, non c’è una ragazza speciale. Mia mamma dice che ‘prima o poi arriverà’ e io rispondo ‘a me va benissimo, a me va bene’.


Ho intervistato Marco, il più giovane dei tre figli di Paola Foni, nell’appartamento rinascimentale riccamente affrescato dove stavo in Corso Matteotti. Marco vive a casa dei genitori ad Anghiari mentre studia canto al Conservatorio ‘Luigi Cherubini’ a Firenze.
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Marco Seri